Io conobbi il Golden Retriever …

Pubblicato: marzo 3, 2011 in . Freedom un essere speciale"
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Era il 1990 quando durante un mio week end a Londra conobbi il Golden Retriever come razza canina.

Malgrado siano passati parecchi anni quel momento è indelebile nella mia memoria. Non ricordo il giorno esatto ma rammento bene che era imminente il mio compleanno e vagavo tra i vari negozi musicali in Carnaby Street, quando al guinzaglio di una ragazza vidi un cane che colpì la mia attenzione. I due mi precedevano di qualche centinaio di metri, quindi per osservare meglio il cane, impavido aumentai l’andatura per raggiungerli.

Quando li raggiunsi chiesi alla ragazza: “Excuse me I’m an Italian boy and I haven’t never seen these dogs,… of what breed of dogs?”. Lei mi guardò sorridendo e rispose: “This dog is a Golden Retriever”.

Ringraziai, riguardai il cane, le sorrisi, la salutai e rimasi fermo a guardarli mentre si allontanavano tra la gente.

Rimasi folgorato dalla sua grossa testa, dai suoi occhi dolcissimi e dall’andatura fiera tra la folla che ci circondava. Camminava con la testa alta sventolando in alto la coda come se fosse una bandiera orgoglioso di averla, sembrava una modella che sfilava su una passerella, ma a differenza delle modelle aveva corporatura possente.

Tornato in Italia mi recai immediatamente da un amico veterinario per chiedergli ulteriori informazioni sulla razza e mi disse che il Golden Retriever pur essendo un cane da riporto non era molto utilizzato dai cacciatori italiani e di conseguenza poco conosciuto nel nostro paese, quindi mi consigliò se mi interessava avere informazioni più esaustive su quel tipo di razza, di recarmi in una biblioteca fornita (internet non era ancora così diffuso), per consultare dei libri sulle razze canine.

Ero deciso a conoscere tutto di quella razza di cani, quindi segui il consiglio dell’amico recandomi in biblioteca dove appresi che il Golden Retriever è perfetto per la famiglia in quanto facilmente educabile, affettuoso, amante delle persone e delle carezze, in più caratterialmente è una razza che si adatta rapidamente a tutte le situazioni.

Maggiori informazioni acquisivo sul Golden Retriever e più in me cresceva il desiderio di farmene amico uno, i problemi a questo punto consistevano nello scegliere il sesso del amico peloso e nel trovare un allevamento in Italia. Trovare un allevamento fu un inconveniente di facile superamento, in quanto mentre cercavo le informazioni sulla razza, appresi che in Italia esisteva in Retrivers Club, quindi mi rivolsi a loro per ottenere l’elenco.

Già in quegli anni vivevo solo e per realizzare il desiderio di avere al mio fianco un amico peloso con quelle caratteristiche mi galvanizzava, non mi ponevo limiti ed ero disposto a recarmi ovunque sul territorio nazionale pur di trovare un cucciolo.

Come sempre accade il tempo trascorreva inesorabile ed il calendario dell’anno 1990 aveva perso il suo scopo, quindi già nel 1991 dopo alcune telefonate agli allevamenti inclusi nella lista che non ottennero il risultato desiderato, contattai l’allevamento della sig.ra Marinella Parenti di Cremolino (AL), dalla quale ricevetti la notizia che verso la metà dell’anno sarebbero stati disponibili dei cuccioli di entrambe i sessi ed il prezzo che avrei dovuto pagare perché mi venisse ceduto.

Dopo aver comunicato alla sig.ra Parenti il numero telefonico al quale avrebbe potuto contattarmi e avendo scelto un Golden Retriever di sesso femminile le dissi: Perfetto io sarei interessato ad una femmina, mi dia le coordinate bancarie che le accredito con un bonifico la caparra.

Al termine della telefonata mi sentii sollevato perché da li pochi mesi avrei realizzato il mio desiderio.

Il tempo trascorse con la stessa velocità di sempre malgrado io fossi impaziente di vivere con un Golden Retriever, quando una sera di luglio del 1991 squillò il telefono: “Pronto?” risposi io e dall’altro capo del telefono una voce femminile mi disse: “Buona sera sono la sig.ra Parenti, i cuccioli sono nati circa un mese fa, vuole venire a vedere la cucciola riservata a lei anche se non potrà portarla via?”. Essendo Cremolino a circa 200 km da dove vivevo, senza pensarci un attimo le risposi: “Certamente, sabato mattina se le sta bene verrò a conoscerla”. Ottenuta da lei la conferma della sua disponibilità concludemmo la telefonata.

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